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Sognare l'emozione

l'emozione è vita

il vento

il vento:

dimostrazione tangibile dell’invisibile.

Dimostrazione palese dello spirito,

Muove e smuove ovunque e ogniUNo

eppur non si vede.

MartulinaGas

intrecciando..

Davanti allo specchio passava la mano tra i capelli.
La sensazione di crespo tra l’indice e il pollice era così famigliare ma allo stesso tempo nuova.
Procedeva a dividere la folta chioma color ora in due, quanto erano lunghi i fili che partivano dalla testa, qualcuno li paragonava alla paglia, altri pensavano che assomigliassero ai fili che ogni angelo lancia alle persone protette. Lei continuava a pensare che infondo erano solo capelli, un grande Maestro, le aveva insegnato che i capelli rappresentano la forza di ogni donna, talvolta ci credeva, altre volte dubitava.
Nella mente scorrevano i pensieri, sembrava che un film si presentasse davanti allo specchio, oltre all’immagine di se stessa la pellicola muoveva immagini impermanenti, non tangibili quasi come e fossero granelli di sabbia che spinti dallo spirito del vento creano immagini per poi disgregarsi e creare qualcosa di nuovo.
I capelli in fondo rappresentavano ogni aspetto di se stessa, ribelle, creatrice, crespa alla vista ma morbida al contatto, facile da acconciare così come da annodare e le trecce che era solita creare con i suoi capelli rappresentavano il tentativo maldestro di rendersi mansueta, stabile e ordinaria. Erano due, così come il mondo interno dilaniato dalla natura paradossale del suo essere: concreta, terrena, spirituale, egoisticamente altruista e dannatamente complicata e terribilmente cocciuta.
Le due trecce poi si univano al centro della nuca come per tentare l’unione di ogni aspetto di se, paradossalmente unico.
Un filo color argento iniziava a prendere posto tra le sue dita, il primo filo d’argento, simbolo forse della ricerca dell’equilibrio.
Forse, il Maestro aveva davvero ragione.

MartulinaGas

Anne, 36 ore fa.

 

Anne si ritrovava seduta accanto al posto del guidatore, stavano iniziando le ultime trentasei ore della sua vecchia vita, un sentimento impercettibile iniziava a crearsi dentro le sue viscere.
Sarebbe ritornata alle radici, le avrebbe risanate della linfa vitale, poi avrebbe intinso la sua esistenza con la Grazia dell Amore Divino del suo Gurudev.
Nulla sapeva di cosa sarebbe accaduto in quella fase della vita: avrebbe partorito nuovamente se stessa o forse no? La domanda continuava a tormentarle i pensieri.
Semplicemente avrebbe sperimentato la solitudine per qualche tempo, aveva timore, il timore della noia, troppe volte aveva lasciato che il sup benessere dipendesse dal riconoscimento dell altro, continuava però ad aver voglia di riempirsi le giornate di cose da fare o gente da incontrare, ma a fatica sembrava resistervi.
Assaporare l’emozione era la piu grande opportunità che le fosse mai accaduta.
Le ultime trentasei ore della vecchia vita erano costellate dal retrogusto di malinconia che riempiva il cuore.Consapevole che qualcosa si sarebbe trasformato, Anne assaggiava con lo sguardo ogni singolo istante presente nella piena fiducia di sempre.

MartulinaGas

paesaggio che toglie il fiato incontro inasapettato

Certo è che una vista così ti lascia senza fiato! Nella mia mente scorre veloce un pensiero e inizio a chiedermi: quanti sono i momenti che rimani senza fiato? la bocca dello stomaco stringe e riesco a vedere la bellezza della città, ogni singola sinuosità del paesaggio urbano, dall’alto del palazzo è possibile percepire un piccolo cambio di frequenza energetica, è chiaro che non si tratta della vista, la testa inizia a frullare, come è possibile, sono così tranquilla, ma la sensazione che si muove nella mia gola è altra, non c’è imbarazzo ma uno strano sentimento che smuove qualcosa dentro.

I segnali di un esperienza particolare sono arrivati già dal mattino, quando succedono così tanti piccoli incidenti sul percorso accade che la mia Anima si sta preparando a qualcosa di speciale, i piccoli incidenti accadono spesso perché vivo in differita, la mia attenzione è in qualche modo spostata in avanti, non riesco a vivere nel momento presente ma sostanzialmente faccio una serie di pasticci, io ormai ho imparato a chiamarli “pasticci premonitori”, dovrei averlo imparato eppure tutte le volte accade qualcosa di nuovo, non sono proprio in grado di mantenere l’attenzione su cosa sto facendo e il mio tempo si sposta di qualche minuto in avanti, ma il mio corpo rimane indietro e così: brucio gli occhiali, cado per terra, rompo il telefono.

Ho imparato che  è premonitore perchè sostanzialmente nove volte su dieci accade che l’evento  diventa il precursore di un esperienza che segnerà in modo significativo la mia esistenza.

Osservo così incantata tutta la città, solitamente i miei occhi sono abituati a vedere ben altro, il bosco è mio amico e non mi piace la città,  eppure vederla dall’alto toglie il fiato.

Seduti a cenare accompagnati dalla bellezza impertinente del panorama iniziamo a parlare e raccontare. Raccontiamo senza filtri, scatta così  la conoscenza ancestrale ed esce fuori la parola sperimentare.

Ci avviciniamo e sperimentiamo, sperimentiamo l’incontro, un incontro differente, dove incontri il Tutto e lasci il niente.

-Massaggiamo? timidamente rispondo, sguardo basso voce  titubante si ma inizio io!

-Andiamo di la? si ma non sul letto.

La mano si appoggia lentamente sulla schiena, riesco a percepire in ogni singolo lembo di pelle la consistenza, la temperatura e cosa accade al corpo dell’altro, nella mia testa frulla una domanda..sarà questo che intendono quando parlano di ascolto?

sento cosa accade in me le mani si muovono da sole, tocco il contorno, sfioro il lembo, sento il contrasto della temperatura, massaggio le mani centri ancestrali di movimenti.plantari.

Ecco la spinta, il cuore si allarga, la mente si spegne e ti do il permesso di entrare, prima entri  da lontano e poi sincronicamente respiri con me..

avviene l’Incontro che non sarà mai contro..

energia incontrastata sempre animata, energia primordiale qualche volte animale..

voglio continuare, devo andare..

Incontro avvenuto forse non del tutto compiuto..

 

MartulinaGas.

 

 

 

 

scrivo, cancello, riscrivo.

scrivo, cancello, riscrivo, scrivo cancello, riscrivo, vorrei essere in grado di scrivere parte del mondo interno, descrivere il particolare dei colori della vita, descrivere l’arcobaleno e la delicatezza del suo intento, esso scivola giù cammina e incanta tanto da fermarsi a guardarlo, dura pochi istanti eppure è così intenso, così accade quando mi prende da scrivere, eppur oggi che tanto ne sento il bisogno, vuoto.

Qualcuno mi disse che il vuoto è pieno, afferro, afferro davvero il concetto ma non riesco a farlo totalmente mio, succede che quando sono vuota, forse sono talmente piena da non poter far fluire le parole, sbloccare scrivendo di poco, scrivendo di niente e forse scrivendo di me, ecco la mia medicina.

cammini tra i miei pensieri

cammini tra le mie parole, volteggi dentro i miei pensieri, danzi nella mente senza mai lasciarla andare, sei il retropensiero presente ogni istante nella mia vita presente, ed io, ora dove sto? forse solo tra le parole quelle visibili, tutti gli spazi vuoti al momento sono pieni di te e non riesco nemmeno a capirne il perchè.
Marta

l’altra metà del sogno

È una mattina decisamente particolare, mi sono appena svegliata, sento un lieve tepore che arriva dal raggio di luce che scalda il mio viso, la sensazione è così piacevole e per pochi istanti non ricordo dove mi trovo.

É successo davvero? Sono a casa, dopo due anni di frequentazione abbiamo dormito insieme, non avevo mai accettato di correre questo rischio, cerco di portare alla mente cosa sia successo.

Nel frattempo sento Luna leccarmi il viso, ma che ci fa Luna qui? Apro la finestra e vedo il panorama più bello di sempre, il grande tempio di fronte a me arroccato su una montagna e il monte rosso dal lato opposto e io esattamente nel centro, il mio cuore inizia a battere all’impazzata, la gola si riempie di gioia e una lacrima riga il mio viso. La mente, la mia solita compagna di viaggio, non capisce, la sensazione è di stranimento non riesco a collegare razionalmente ciò che mi sta succedendo, sono in un luogo che non conosco, ci sono alcune caratteristiche della mia casa, altre della casa di una persona che è ragione di luce ma spesso anche di ombra, il mio cane e quest emozione così forte che non riesco a controllare, le scarpe di mio marito, il profumo di torta e la felicità che entra dentro di me.

Pensiamo, pensiamo cosa mi è successo, cosa mi ha portato qui? Proviamo a lasciare da parte la mente che continua a lasciarmi quel retrogusto di inquietudine e non mi porta altro che confusione.

É così importante sapere come mai sono qui, cosa è successo, sono così felice che la mia mente riesce a stare in silenzio e finalmente apro l’armadio che conosco e tiro fuori dei vestiti: una gonna lunga perché qualcuno di molto importante mi disse che la gonna è un facile collegamento con Madre Terra, essa rappresenta l’utero, il grande utero che permette la vita a ogni essere umano, facendo questo pensiero, automaticamente prendo lo scialle e lo metto sulle spalle, prendo la spilla, la mia libellula luccicante e pinzo lo scialle, sembra proprio che il mio essere voglia prepararsi con cura a qualche rito particolare.

Generalmente scialle e gonna non mancano mai ai cerchi di donne, questi fantastici luoghi in cui è possibile incontrare altre donne e condividere le proprie conoscenze, creando quel legame di sorellanza che spesso noi donne non ricordiamo possibile.

Divido la folta chioma riccioluta e vermiglia che mi caratterizza e procedo con movimenti veloci e conosciuti a creare due trecce che si uniscono in un’unica treccia finale e pinzo con una forcina e un fiore i miei capelli, sento anche la necessità di truccarmi e così facendo trovo una matita verde, dell’ombretto rosa, del mascara nero e una matita per le labbra.

Mi trucco rendendomi conto di sentire all’interno di me la necessità di rendere onore a ciò che succederà in questa giornata. É usuale truccarsi e prepararsi per un’occasione speciale o per qualcuno di speciale e non mi era mai accaduto di prepararmi per onorare e ringraziare ciò che sarebbe venuto nella mia giornata, ciò mi riempiva il cuore di gioia e gratitudine verso la vita.

Non avevo mai riflettuto quanto, talvolta, basti così poco per prendersi cura di se stessi.

Sento l’odore di torta di mele, finalmente sono pronta, trovo il cestino di mele pieno e istintivamente lo porto al braccio.

Luna viene dietro di me, segue ogni mio passo, senza alcun tipo di legaccio si avvicina e si allontana, improvvisamente mi trovo in mezzo ai prati, stranita dall’assenza del guinzaglio per qualche istante compare la mente: “cosa fai?, ti sembra normale camminare con un cesto?, il cane è senza guinzaglio, ti prenderai una multa!” respiro profondamente e decido di fregarmene, la voglia di vivere e la sensazione che parte dall’interno del mio cuore riusce a far tacere la mente controllante, credo sia la prima volta che mi succede!.

Luna corre felice per il prato e incontra una farfalla giallo oro, il mio occhio vede il punto esatto in cui la luce incontra il monte rosso e si rispecchia sul grande tempio, proprio in quel punto Luna e la farfalla color oro si sono incontrati, decido di sedermi proprio in questo punto e vedo un fiumiciattolo scorrere.

C’è un pietra piatta creata da qualcuno, probabilmente molto tempo fa, questo doveva essere il lavatoio di qualcuno, magari il lavatoio dove una ragazza dai capelli color oro ha incontrato un pastore.

Le immagini scorrono e io senza avere il pieno controllo delle mie azioni mi ritrovo seduta sulla pietra a guardare il fiume.

Prendo dal cesto una mela, tiene tutto il palmo della mia mano, riesco a sentirla è liscissima, leggermente fredda, sembra una di quelle mele privilegiate, nata nel punto più alto dell’albero, abbastanza nutrita dal sole e contemporaneamente protetta dai rami. Gli insetti e gli uccellini non sono stati in grado di arrivarci, situata sufficientemente in alto per cui l’uomo non è riuscito a coglierla prima del tempo lasciandola arrivare a maturazione per poter poi lasciarsi andare nel volo del ramo, adagiata su un letto di foglie, seppur matura non ha neanche un segno di ammaccatura.

Resto a contemplare la mela per un tempo non quantificabile, diverso dal tempo a noi noto, e dopo aver potuto sentire la sua storia vedendo le sue immagini nella mia mente, mi rendo conto che sto comunicando con lei, allora istintivamente le chiedo il permesso di poter assaporare il suo sapore e e riesco a sentire che la mela è in accordo con me.

Avvicino le mie labbra colorate alla mela rossa, liscia, fredda e posso sentire la sensazione della mela sulle mie labbra, le socchiudo un po’ e addento la mela, ora devo scegliere sento il sapore o l’odore? Non ho avuto la necessità di scegliere, le mie papille gustative e il mio olfatto hanno deciso di agire insieme e, non ci sono riuscita a controllare le emozioni e le sensazioni, sono arrivate insieme, sono stata in grado di sentire il dolce, acquoso, croccante e delizioso gusto e l’odore fruttato e inconfondibile delle mele, odore di fresco.

Essere in grado di mischiare le sensazioni contemporaneamente e consapevolmente mi permette di assaporare questo gusto in modo nuovo, succede qualcosa di unico. Mi fermo così per un istante e penso a tutte le volte che mangio di corsa, non senso il sapore ne l’odore delle cose che mi circondano, non dedico attenzione ne a me ne al mondo intorno e spreco così tanta bellezza presente all’interno della mia vita, eccola qua la mia mente: “vedi, sei proprio incapace, non riesci neanche a dedicarti un attimo e fai tanto la filosofa e poi non ti accorgi della bellezza del mondo, predichi bene e quanto tempo era che non riuscivi a mangiare una mela in questo modo?…” ed ecco per un instante dentro la mia gola sento una strana sensazione, un fastidio, vuole scendere giù al cuore, ma la luce presente nel mio cuore, non lascia spazio al giudizio e solo per una frazione di secondo la tristezza entra a far parte di me, uscendone dopo avermi attraversato.

Ho sempre voglia di giudicarmi, chissà se riuscirò mai ad imparare.

Improvvisamente scende la luce del sole, arriva all’altezza delle mie spalle e assume un colore rosso, sento caldo, caldissimo e mi trovo altrove.

Un ulivo gigante, maestoso e imponente si trova alle mie spalle, io sono seduta ai suoi piedi e la mia schiena è appoggiata sul suo grande tronco, se alzo gli occhi posso vedere la luce del sole rosso filtrare tra le foglie e fare un immenso gioco di magia, Luna e la farfalla gialla sono accovacciate accanto a me, mi rendo immediatamente conto di essere sopra una scogliera, un masso piatto che fa da sporgenza e si affaccia sul mare ci saranno duecento metri di altezza e riesco a sentire l’odore salmastro, improvvisamente mi giro e sento il profumo di una persona così familiare, socchiudo gli occhi e cerco di fare spazio alla vista. Vedo i contorni, “sei proprio tu?” esce un filo di voce dalla mia gola, non mi accorgo nemmeno di aver pronunciato le parole, accade qualcosa per cui l’aria che entra dentro le mie corde vocali vibra e crea suoni a me sconosciuti.

Questa presenza si avvicina, mi accarezza i capelli e non ho più alcun dubbio, è lui, anche se non riesco a percepire in modo concreto la sua presenza, riesco a sentire la sua essenza.

Inizio a pensare di essere un po’ matta, ma in realtà non è una grande novità, oggi ho deciso di lasciarmi andare e vedere cosa accade.

Quante volte ho messo barriere lo so solo io, quante volte ho deciso di bloccare il flusso delle mie emozioni, forse essere grati vuol dire mollare il controllo, lasciare scivolare le emozioni fino in fondo e questa volta ho voglia di provarci.

Respiro profondamente e la potenza del mio albero maestro entra dentro di me, il sublime profumo salmastro mi accoglie e tu, anima che continui a cercarmi dopo molti anni hai uno spazio accanto a me, oggi non ti scaccio, oggi accolgo me stessa e anche te.

Quando mi dissero di fare spazio non ero in grado di comprendere, ci provavo ma solo oggi riesco a capire cosa voglia dire.

-Come mi hai raggiunta?

-So sempre dove sei!, la mia anima viaggia con te, attraverso lo spazio, per noi spazio e tempo non esistono, io sono con te!

Continuo ad essere stranita, ma piacevolmente sorpresa, ora sta a me decidere, vivere a metà l’esperienza o lasciarmi andare. La mente giudicante inizia a fare un soliloquio: “Emma, ti ricordi, qualche anno fa, proprio mentre eri all’inizio del tuo percorso hai deciso, messo un punto, mai più ti saresti fatta legare, chiunque sia con un altra sorella non può stare anche con te. A maggior ragione se tu nel frattempo sei andata avanti, ti sei sposata e ami sinceramente la persona che hai scelto come compagna di vita.”

Non posso far altro che fare un sospiro.

  • Sospiri, quanti sospiri ho sentito uscire dal tuo corpo, sospiri e stai zitta, dimmi un po, a cosa stai pensando?.

  • Quale vuoi che sia il mio pensiero,

  • Io non riesco a capire mi hai portato fino qui, il tuo cuore mi ha fatto arrivare e ripeti lo stesso schema!

  • Io non ti ho chiamato! Sei tu ad essere venuto!

  • Ahahah! Emma, siamo allo stesso punto di dieci anni fa, non ci posso credere!

  • Gio, ma che dici! Guardaci!

  • Posso abbracciarti? O mi scacci!

  • Abbracciami, oggi la mente la lascio andare via, sai che mi sono svegliata in un posto strano, pensavo di essere a casa tua, mi sembrava di essere tornata indietro a otto anni fa, quando non ero ancora sposata e ho deciso di dormire con te un ultima volta e poi ho intrapreso il mio cammino.

  • É successo anche a me!

Non appena Gio, sfiora i miei capelli un brivido percorre la mia schiena, inizio a vibrare.

Il cuore batte a mille e un calore riscalda il mio essere, un liquido scalda il mio sesso, oggi è il giorno tanto atteso.

Ti guardo, riesco a sentire l’amore, quello che parte dal centro dell’anima e succede qualcosa, scendo all’interno della mia anima attraverso la tua.

Incrocio i tuoi occhi, tocco il tuo sguardo, e come per magia escono tutte le nostre lacrime mai piante, le urla mai espresse. Con gli occhi bagnati accarezzo il tuo viso e posso sentire le ferite profonde, il terrore di perderci ancora e il nostro odore.

Dentro di te sento il mio sguardo sicuro che riesce così a oltrepassare il velo della paura, vibriamo insieme, sentiamo così il nostro odore, l’odore del mare e la luce del sole che entra a nutrire la nostra unione.

Vibriamo insieme e facciamo l’amore sentendo il calore, maschile e femminile si uniscono e avviene così un matrimonio tra due polarità che spesso si combattono ma quando coesistono diventano l’essenza della vita stessa.

Sento che oggi diventerò madre, l’anima piena di luce di un essere ha deciso di scendere qui sulla terra e noi dobbiamo accoglierla con questo grande gesto d’amore.

La mente allora compare per un istante: “non dire nulla, anzi scappa, ti rendi conto che sei sposata? Lui è di una sorella, almeno non dirle che oggi il suo seme ha nutrito la vita di un anima che ha scelto di incarnarsi sulla terra!.”

  • Grande respiro, Gio sono incinta!

  • Come? Quando, sul serio?

  • Ora! Ora vedrai, non prima ma ora, ho potuto sentirlo.

  • Sei sempre la solita! Come ti chiamavo, ricordi?

  • Mia dolce strega!, scoppio così in una fortissima risata.

In questa risata magicamente, cambia scenario, sto camminando per strada con Luna, ho una gonna e una protuberanza, sono in mezzo ai prati e finalmente posso sentire un altro battito all’interno del mio ventre, Gaya sta crescendo dentro di me, decido di accovacciarmi in ginocchio nel prato e connettermi con Madre Terra, ho deciso di chiamare la mia bimba Gaya, voglio ringraziare Madre Terra per ciò che ci regala ogni giorno, voglio onorarla e proprio mentre sono seduta sul prato riesco a comprendere: Un seme, per poter germogliare e nascere pianta deve morire, la natura non rimane mai ferma e si lascia andare nel momento esatto in cui è necessario farlo, guardare Madre Terra può insegnare quanto importante è il ciclo che passa dalla vita alla morte per poi ritornare alla vita.

Ho una strana sensazione nella mia pancia, e allora inizio a parlare con Gaya: “Amore, non aver paura, il parto sarà una semplice morte che ti porterà a questa vita e finalmente potremo conoscerci, di nuovo! Non temere, anche io ho un’immensa paura e tu sicuramente sarai lo specchio più grande a cui dovrò rivolgermi, vorrei riuscire ad essere una brava mamma, non vorrei importi le mie regole, i miei limiti e i miei schemi, vorrei però insegnarti quello che so, non perchè la ritengo l’assoluta verità ma perchè sono pensieri che mi hanno portato ad arrivare a te, ho bisogno di chiederti scusa, non conoscerai mai il tuo vero papà, ma lui è sempre con noi, lo porto all’interno del mio cuore.

Il papà che conoscerai, non è pronto per sapere come hai deciso di scendere su questo mondo, credo che sia questo il motivo per cui hai scelto che ti cresca lui, non odiarmi per questo, sai che lo amo infinitamente, spero che insieme potremmo insegnarle che la spiritualità non è ne dolore ne errore.”

La mia pancia si muove, sembra che Gaya dica va bene, spero di ricordarmi tutto questo.

Sento un rumore, gli uccellini cantano, un piccolo dolore parte da dietro il mio cuore, una grande maestra mi ha insegnato che il mio chakra del cuore, quello posteriore è chiuso, quindi sono capace ad amare ma non così tanto a ricevere amore. La sveglia, l’odore di mela, una voce familiare, Luna mi lecca la faccia, sono nel letto, nel mio letto, fuori della finestra vedo una farfalla gialla svolazzare per il prato, sento la gioia che parte dall’interno del mio cuore, mio marito continua a dire: Emma, sei sempre la solita dormigliona, svegliati, io e Luna siamo già usciti e c’è un delizioso regalo per te, vedo una mela rossa, ha delle caratteristiche familiari, decido allora di vestirmi, trovo la gonna e lo scialle, mi accarezzo la pancia. Sono consapevole di qualcosa di speciale.

    • Amore, sei andato in farmacia

    • Si, certo, hai dei dubbi?

– Passami,il test, cosa aspetti?

Continuiamo a giocare, ridere e scherzare, all’interno della nostra grande emozione, forse un po’ impauriti della possibile risposta, riesco dopo un lungo gioco d’amore a prendere il coraggio e fare il test, prendo lo stick, faccio la pipì e penso “assurdo che noi veniamo scoperti nel mondo tramite un gesto che porta fuori come la pipì, come siamo strani a volte” e poi attendo, cuore a mille, sono consapevole di me, ma se avessi preso un abbaglio? Passano alcuni minuti che percepisco come anni, secoli e millenni e la mima mente riflette su quanto il tempo sia relativo alla situazione, finalmente compaiono due linee blu, sono incinta!

– Amore sono incinta, se sarà una bambina la chiameremo Gaya, ti va bene?

– Certo sai che vuol dire terra, come potrei non essere d’accordo?

– Sarà una bambina lo sai vero!

– Sei sempre la mia solita dolce strega.

Voglio raccontarti una cosa, sinceramente non riesco a capire cosa sia successo, ho come la sensazione di aver vissuto in una dimensione altra, ho assaporato il sapore di una mela, sono finita sotto un ulivo, ho fatto l’amore con te, ti ricordi quando non volevo amarti e continuavo a rinnegarti? Quando volevo lasciarti perchè eri di una sorella?

Oggi sono consapevole che Gaya sarebbe nata lo stesso, che l’uomo che avrei sposato sarebbe stato un altro e che noi non ci saremo comunque mai lasciati.

Grazie per essermi sempre accanto.

Chissà se questa è la realtà o il sogno, ancora non mi è chiaro, sono consapevole però che tu, Luna e Gaya siete presenti in ogni luogo, in ogni sogno, perché siete la mia parte integrante.

Amore mio sei sempre la solita! Vieni qui che ti abbraccio! Non impazzire, lascia andare la mente e tutti i suoi limiti ciò che deve succedere succederà superando la linea del conscio che delimita la nostra realtà.

– “Come posso non andare oltre insieme a te, mi spingi sempre al di la della linea che la mia mente disegna, non posso far altro che abbracciarti e stare insieme a te.”

MartulinaGas

davanti al fuoco…

Gaya è davanti al fuoco, sulla sedia a dondolo, mentre un suono continua a fare stac stac.
Stac, Stac il suono si ripete continuamente e diventa quasi un mantra, in men che non si dica Gaya si ritrova sotto il suo albero sacro. L’albero in cui, ieri o forse oggi, è stata concepita, non è mai riuscita a capire fino in fondo se il racconto di sua madre fosse sogno o realtà, ma in fondo il problema non si poneva.
L’albero di ulivo in cima alla scogliera, l’odore salmastro, la luce del tramonto, proprio come nel racconto del sogno di sua madre, eppure Gaya vede la scena la vive, riesce a comprendere che da li a qualche istante avrebbe lasciato il suo stato di anima per creare un corpo.
Adulta vola su un leone con le ali di un aquila e allora comprende di essere all’interno di un sogno, comprende ciò che tempo addietro prima di scomparire la sua mamma le aveva spiegato: ad un certo punto il sogno diventa così reale e tu potrai con-tattare con tatto il sogno, sarai confusa ma ..
Stac stac,..bumm..il fuoco davanti a lei..Gaya improvvisamente si sveglia: confusa, stranita ed interrogativa, inizia a scrive e cercare connessione eppure manca un tassello, ma ancora non riesce a comprendere quale sia.

MartulinaGas

dopo più di un mese torna la voglia di scrivere…

entusiasmo..bambino e anche un po di-vino.

l entusiasmo travolgente che mi fa partir per la tangente
…credo che io sia capace di viaggiar con la mente e tornar proprio la
a giocar qua e la
tanti schianti all impicchiata
ho sempre preso da sbadata.
della vita mi innamoro
sopratutto nel gran volo.
quando finisco a testa in giu e vedo il mondo un po di piu.
piu brillante e affascinante con l amore dominante
il mio sogno fa volar e
l entusiasmo eccolo qua..
nella scrittura del qui e del li..
ed eccomi qui!
Nella scrittura del cuore
Spinta dal amore..
Che Entusiasma il cuore!

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