Come potrò vivere, Vittorio è andato via con Nadia, io ho un lavoro precario, ho parlato con Nadia al telefono, lei si è scusata, mi ha detto di essersi innamorata e che non era sua intenzione, ma le farfalle nello stomaco, quelle non si possono contenere.

Le ho risposto che sono contenta per loro, che se loro sono felici di stare insieme io non 306977_2379859505321_4482425_nsono nessuno per impedire quest unione, probabilmente io e Vittorio stavamo insieme per la paura della solitudine.

Nella mente iniziano ad infilarsi i ricordi, immagini che appaiono davanti a me, io e Andrea, il mio scantinato, il mio primo lavoro, la lamentatio continua,

Vittorio si lamenta, io mi lamento.

Prendo il coraggio lascio Andrea, nello stesso giorno Vittorio mi chiama, sono in mezzo ad una strada posso dormire da te, vieni dormi su.

É notte, guardiamo la tv insieme e finiamo a letto, bello il sesso tra noi, direi bellissimo, ne abbiamo fatto così tanto che il giorno dopo ho faticato a camminare.

Vado a lavoro, lo incontro la sera, devi cercarti un appartamento le dico, va bene risponde.

Sono passati undici mesi e ho fatto un traslocco nel frattempo e la mia appendice è stata sempre Vittorio, ho cambiato lavoro, non volevo lavorare con colui che era il mio compagno, se compagno si può chiamare.

Mi salta alla mente una lite furiosa tra noi, quest uomo ha fatto uscire in più occasioni la parte peggiore di me.

“Avevo trascorso l’intera giornata a casa, con la tv accesa avevo deciso stranamente di stirare, non sono mai stata un amante dei lavori di casa, dell’ordine e ora posso dirlo senza sentirmi ne in colpa ne sbagliata, con Vittorio tra l’altro non mi ero neanche più occupata di preparare il pranzo e la cena, semplicemente non mi occupavo delle faccende domestiche. Vittorio si infastidiva continuamente di questa mia poca dedizione al lavoro domestico, per via della sua appartenza familiare la donna era la custode del focolare e avrebbe dovuto tenere la casa come uno specchio e nella mia mente più lui sottolineava la mia manca, più io lasciavo andare il ruolo da massaia, più lui sottolineava un ruolo più il mio animo, forse guerriero creava la situazione diametralmente opposta alla situazione desiderata dal mio compagno. In un certo senso, talvolta funziono ancora così, sarà l’animo ribelle, sono cresciuta, modificata, smussata ma, se ho la sensazione che qualcuno abbia qualche aspettativa nei miei confronti, io tendo a fare qualcosa di diverso o fallisco nell’impresa.

Avevo trascorso, perciò, molte ore della giornata a stirare, ero stanca, e non mi sentivo di ritirare i vestiti stirati all’interno dell’armadio, Vittorio aveva trascorso gran parte del pomeriggio della sera con amici e io ero rimasta in solitudine nella mia casetta, decidendo addirittura di mettermi a riordinare e fare la compagna “perfetta”. Non ero nemmeno uscita per un caffeè, un aperitivo o quant altro ed ero sinceramente felice della giornata trascorsa all’insegna della presa di cura della casa e di me stessa.

Non era arrivato neanche un sms da parte di Vittorio, così a mezzanotte avevo deciso di mettermi a dormire, sul mio comodino avevo appoggiato un libro , comprato il giorno precedente, che aveva attirato la mia attenzione, anni dopo avrei capito che quello era il libro che avrebbe preparato il terreno necessario per l’inizio del mio percorso.

Leggo qualche pagina, parla di una ragazza che intraprende una strada molto lunga e faticosa verso il proprio essere femminile. In precedenza avevo sentito parlare della tradizione della luna, ancora non avevo la minima idea di cosa significasse, ma la mia anima spesso mi mandava alcuni messaggi che ancora non ero in grado di decodificare.

Sento un rumore, ero nel mezzo di un sogno, non riesco a comprendere se il rumore proviene dal sogno o dalla realtà, lenzuolo sulla pelle, mi infastidisce la piega delle lenzula, la nuca mi prude, non ho nessuna intenzione di alzarmi. Sento dei passi, sento il rumore dei passi tipico di Vittorio, non voglio sapere che ore sono e neanche perchè ha tardato così tanto, sento i rumori del bagno, non dico nulla, chissà se mentre dormo verrà a darmi un bacio sulla fronte, aspetto questo momento sento un qualcosa che poggia sul comodino, scoprirò più avanti un pacchetto di Wiston Blu, poi sento un lamento sussurato sotto voce : “ma porca troia i vestiti sul letto, ma perchè cazzo non li ha ritirati” . In quel momento sento un calore su tutto il mio corpo, la testa che gira, il cuore a mille e in mezzo secondo mi alzo salto sul letto e urlando prendo tutti i vestiti e li butto sotto il letto, li prendo a calci e urlo “sei uno stronzo, vattene, potresti apprezzare il mo lavoro non fai altro che criticare, sai cosa faccio, ora ritirati pure i tuoi cazzo di vestiti” In meno di mezzo secondo, avevo buttato in terra tutti i vestiti di Vittorio, coprendo ogni piastrella di un capo differente, fatto uscire ogni lacrima dai miei occhi e mi sono sentita umiliata così tanto da sentire il cuore spezzato in metà. Gli occhi di Vittorio mi guardarono con così tanta sufficenza che mi sentivo proprio una stupida. Raccolsi tutti i vestiti e il giorno successivo ripresi a stirare ogni capo.”

Nella mia mente, molte di queste scene si susseguono, quanto ho pianto in questi mesi, mi ricordo quando Vittorio mi ha costretto a cambiarmi perchè si vergognava di andare in giro con una che si vestiva in modo così eccentrico, non riesco a capire come ho potuto accettarre tutto questo e sopratuttutto la domanda che continua a balenarmi nella mente è sempre la stessa, ma perchè ho accettato tutto questo? Come mai?

Come mai, mi si accende la lampadina, ora lo so…

Sento lo stomaco stringersi in un morso, la gola si chiude, le lacrime scendono e rigano la faccia, come può un solo gesto di gentilezza permettere di ridurmi a vivere con un uomo che non mi ama ani non mi apprezza e non lo farà mai, nella mia mente stava inziando a delinearsi il pensiero di non valere nulla e di essere incapace a fare qualsiasi cosa, ogni cosa che Vittorio mi dicesse per me era verità, solo per quel motivo, se solo si può dire…

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