è una mattina decisamente particolare, mi sono appena svegliata, sento un lieve tepore che arriva dal raggio di luce che scalda il mio viso, la sensazione è così piacevole e per pochi istanti non ricordo dove mi trovo.

É successo davvero? Sono a casa, dopo due anni di frequentazione abbiamo dormito insieme, non avevo mai accettato di correre questo rischio, cerco di portare alla mente cosa sia successo.

Nel frattempo sento Luna leccarmi il viso, ma che ci fa Luna qui? Apro la finestra e vedo il panorama più bello di sempre, il grande tempio di fronte a me arroccato su una montagna e il monte rosso dal lato opposto e io esattamente nel centro, il mio cuore inizia a battere all’impazzata, la gola si riempie di gioia e una lacrima riga il mio viso. La mente, la mia solita compagna di viaggio, non capisce, la sensazione è di stranimento non riesco a collegare razionalmente ciò che mi sta succedendo, sono in un luogo che non conosco, ci sono alcune caratteristiche della mia casa, altre della casa di una persona che è ragione di luce ma spesso anche di ombra, il mio cane e quest emozione così forte che non riesco a controllare, le scarpe di mio marito, il profumo di torta e la felicità che entra dentro di me.

Pensiamo, pensiamo cosa mi è successo, cosa mi ha portato qui? Proviamo a lasciare da parte la mente che continua a lasciarmi quel retrogusto di inquietudine e non mi porta altro che confusione.

É così importante sapere come mai sono qui, cosa è successo, sono così felice che la mia mente riesce a stare in silenzio e finalmente apro l’armadio che conosco e tiro fuori dei vestiti: una gonna lunga perché qualcuno di molto importante mi disse che la gonna è un facile collegamento con Madre Terra, essa rappresenta l’utero, il grande utero che permette la vita a ogni essere umano, facendo questo pensiero, automaticamente prendo lo scialle e lo metto sulle spalle, prendo la spilla, la mia libellula luccicante e pinzo lo scialle, sembra proprio che il mio essere voglia prepararsi con cura a qualche rito particolare.

Generalmente scialle e gonna non mancano mai ai cerchi di donne, questi fantastici luoghi in cui è possibile incontrare altre donne e condividere le proprie conoscenze, creando quel legame di sorellanza che spesso noi donne non ricordiamo possibile.

Divido la folta chioma riccioluta e vermiglia che mi caratterizza e procedo con movimenti veloci e conosciuti a creare due trecce che si uniscono in un’unica treccia finale e pinzo con una forcina e un fiore i miei capelli, sento anche la necessità di truccarmi e così facendo trovo una matita verde, dell’ombretto rosa, del mascara nero e una matita per le labbra.

Mi trucco rendendomi conto di sentire all’interno di me la necessità di rendere onore a ciò che succederà in questa giornata. É usuale truccarsi e prepararsi per un’occasione speciale o per qualcuno di speciale e non mi era mai accaduto di prepararmi per onorare e ringraziare ciò che sarebbe venuto nella mia giornata, ciò mi riempiva il cuore di gioia e gratitudine verso la vita.

Non avevo mai riflettuto quanto, talvolta, basti così poco per prendersi cura di se stessi.

Sento l’odore di torta di mele, finalmente sono pronta, trovo il cestino di mele pieno e istintivamente lo porto al braccio.

Luna viene dietro di me, segue ogni mio passo, senza alcun tipo di legaccio si avvicina e si allontana, improvvisamente mi trovo in mezzo ai prati, stranita dall’assenza del guinzaglio per qualche istante compare la mente: “cosa fai?, ti sembra normale camminare con un cesto?, il cane è senza guinzaglio, ti prenderai una multa!” respiro profondamente e decido di fregarmene, la voglia di vivere e la sensazione che parte dall’interno del mio cuore riusce a far tacere la mente controllante, credo sia la prima volta che mi succede!.

Luna corre felice per il prato e incontra una farfalla giallo oro, il mio occhio vede il punto esatto in cui la luce incontra il monte rosso e si rispecchia sul grande tempio, proprio in quel punto Luna e la farfalla color oro si sono incontrati, decido di sedermi proprio in questo punto e vedo un fiumiciattolo scorrere.

C’è un pietra piatta creata da qualcuno, probabilmente molto tempo fa, questo doveva essere il lavatoio di qualcuno, magari il lavatoio dove una ragazza dai capelli color oro ha incontrato un pastore.

Le immagini scorrono e io senza avere il pieno controllo delle mie azioni mi ritrovo seduta sulla pietra a guardare il fiume.

Prendo dal cesto una mela, tiene tutto il palmo della mia mano, riesco a sentirla è liscissima, leggermente fredda, sembra una di quelle mele privilegiate, nata nel punto più alto dell’albero, abbastanza nutrita dal sole e contemporaneamente protetta dai rami. Gli insetti e gli uccellini non sono stati in grado di arrivarci, situata sufficientemente in alto per cui l’uomo non è riuscito a coglierla prima del tempo lasciandola arrivare a maturazione per poter poi lasciarsi andare nel volo del ramo, adagiata su un letto di foglie, seppur matura non ha neanche un segno di ammaccatura.

Resto a contemplare la mela per un tempo non quantificabile, diverso dal tempo a noi noto, e dopo aver potuto sentire la sua storia vedendo le sue immagini nella mia mente, mi rendo conto che sto comunicando con lei, allora istintivamente le chiedo il permesso di poter assaporare il suo sapore e e riesco a sentire che la mela è in accordo con me.

Avvicino le mie labbra colorate alla mela rossa, liscia, fredda e posso sentire la sensazione della mela sulle mie labbra, le socchiudo un po’ e addento la mela, ora devo scegliere sento il sapore o l’odore? Non ho avuto la necessità di scegliere, le mie papille gustative e il mio olfatto hanno deciso di agire insieme e, non ci sono riuscita a controllare le emozioni e le sensazioni, sono arrivate insieme, sono stata in grado di sentire il dolce, acquoso, croccante e delizioso gusto e l’odore fruttato e inconfondibile delle mele, odore di fresco.

Essere in grado di mischiare le sensazioni contemporaneamente e consapevolmente mi permette di assaporare questo gusto in modo nuovo, succede qualcosa di unico. Mi fermo così per un istante e penso a tutte le volte che mangio di corsa, non senso il sapore ne l’odore delle cose che mi circondano, non dedico attenzione ne a me ne al mondo intorno e spreco così tanta bellezza presente all’interno della mia vita, eccola qua la mia mente: “vedi, sei proprio incapace, non riesci neanche a dedicarti un attimo e fai tanto la filosofa e poi non ti accorgi della bellezza del mondo, predichi bene e quanto tempo era che non riuscivi a mangiare una mela in questo modo?…” ed ecco per un instante dentro la mia gola sento una strana sensazione, un fastidio, vuole scendere giù al cuore, ma la luce presente nel mio cuore, non lascia spazio al giudizio e solo per una frazione di secondo la tristezza entra a far parte di me, uscendone dopo avermi attraversato.

Ho sempre voglia di giudicarmi, chissà se riuscirò mai ad imparare.

Improvvisamente scende la luce del sole, arriva all’altezza delle mie spalle e assume un colore rosso, sento caldo, caldissimo e mi trovo altrove.

(—continua—)

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