Gaya è davanti al fuoco, sulla sedia a dondolo, mentre un suono continua a fare stac stac.
Stac, Stac il suono si ripete continuamente e diventa quasi un mantra, in men che non si dica Gaya si ritrova sotto il suo albero sacro. L’albero in cui, ieri o forse oggi, è stata concepita, non è mai riuscita a capire fino in fondo se il racconto di sua madre fosse sogno o realtà, ma in fondo il problema non si poneva.
L’albero di ulivo in cima alla scogliera, l’odore salmastro, la luce del tramonto, proprio come nel racconto del sogno di sua madre, eppure Gaya vede la scena la vive, riesce a comprendere che da li a qualche istante avrebbe lasciato il suo stato di anima per creare un corpo.
Adulta vola su un leone con le ali di un aquila e allora comprende di essere all’interno di un sogno, comprende ciò che tempo addietro prima di scomparire la sua mamma le aveva spiegato: ad un certo punto il sogno diventa così reale e tu potrai con-tattare con tatto il sogno, sarai confusa ma ..
Stac stac,..bumm..il fuoco davanti a lei..Gaya improvvisamente si sveglia: confusa, stranita ed interrogativa, inizia a scrive e cercare connessione eppure manca un tassello, ma ancora non riesce a comprendere quale sia.

MartulinaGas

dopo più di un mese torna la voglia di scrivere…

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