Certo è che una vista così ti lascia senza fiato! Nella mia mente scorre veloce un pensiero e inizio a chiedermi: quanti sono i momenti che rimani senza fiato? la bocca dello stomaco stringe e riesco a vedere la bellezza della città, ogni singola sinuosità del paesaggio urbano, dall’alto del palazzo è possibile percepire un piccolo cambio di frequenza energetica, è chiaro che non si tratta della vista, la testa inizia a frullare, come è possibile, sono così tranquilla, ma la sensazione che si muove nella mia gola è altra, non c’è imbarazzo ma uno strano sentimento che smuove qualcosa dentro.

I segnali di un esperienza particolare sono arrivati già dal mattino, quando succedono così tanti piccoli incidenti sul percorso accade che la mia Anima si sta preparando a qualcosa di speciale, i piccoli incidenti accadono spesso perché vivo in differita, la mia attenzione è in qualche modo spostata in avanti, non riesco a vivere nel momento presente ma sostanzialmente faccio una serie di pasticci, io ormai ho imparato a chiamarli “pasticci premonitori”, dovrei averlo imparato eppure tutte le volte accade qualcosa di nuovo, non sono proprio in grado di mantenere l’attenzione su cosa sto facendo e il mio tempo si sposta di qualche minuto in avanti, ma il mio corpo rimane indietro e così: brucio gli occhiali, cado per terra, rompo il telefono.

Ho imparato che  è premonitore perchè sostanzialmente nove volte su dieci accade che l’evento  diventa il precursore di un esperienza che segnerà in modo significativo la mia esistenza.

Osservo così incantata tutta la città, solitamente i miei occhi sono abituati a vedere ben altro, il bosco è mio amico e non mi piace la città,  eppure vederla dall’alto toglie il fiato.

Seduti a cenare accompagnati dalla bellezza impertinente del panorama iniziamo a parlare e raccontare. Raccontiamo senza filtri, scatta così  la conoscenza ancestrale ed esce fuori la parola sperimentare.

Ci avviciniamo e sperimentiamo, sperimentiamo l’incontro, un incontro differente, dove incontri il Tutto e lasci il niente.

-Massaggiamo? timidamente rispondo, sguardo basso voce  titubante si ma inizio io!

-Andiamo di la? si ma non sul letto.

La mano si appoggia lentamente sulla schiena, riesco a percepire in ogni singolo lembo di pelle la consistenza, la temperatura e cosa accade al corpo dell’altro, nella mia testa frulla una domanda..sarà questo che intendono quando parlano di ascolto?

sento cosa accade in me le mani si muovono da sole, tocco il contorno, sfioro il lembo, sento il contrasto della temperatura, massaggio le mani centri ancestrali di movimenti.plantari.

Ecco la spinta, il cuore si allarga, la mente si spegne e ti do il permesso di entrare, prima entri  da lontano e poi sincronicamente respiri con me..

avviene l’Incontro che non sarà mai contro..

energia incontrastata sempre animata, energia primordiale qualche volte animale..

voglio continuare, devo andare..

Incontro avvenuto forse non del tutto compiuto..

 

MartulinaGas.

 

 

 

 

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