Scatto sfuggente di dettaglio irrilevante. Spesso accade così, un dettaglio, semplice ed irrilevante per i più può  trasformare l attimo presente: uno sguardo, il modo in cui una mano carezza il viso e sposta una ciocca di capelli, il tono di voce. Un qualsiasi dettaglio è in grado di cambiare il corso del tempo presente.

Accade così,  sono i dettagli ad immortalarsi nelle immagini della mente, ognuno di essi crea  sensazione reale,  immaginata o percepita,  altri creano emozione.

L etimologia stessa della parola emozione porta a mio sentire una sofisticata energia di movimento.

Può essere brutale, forte, animale, sofisticato oppure lento e irradiante, ma pur sempre movimento, moto.

Ele continuava così un continuo soliloquio mentale, aveva fermato il secondo prima dello scatto come immagine e l emozione aveva permesso di circolare nelle più ampie e profonde sfere della propria anima.

Aveva bisogno di essere vista? Cercava nutrimento? Come mai stava permettendo a qualcuno di entrare nello spazio di se.  Non aveva alcun interesse nella apparire, essere strana permetteva ai più di confonderla tra la gente e talvolta amava essere un po’ invisibile

Amava la solitudine, godeva appieno della propria presenza e lo scambio di fatto poteva esser qualcosa di superfluo.

In un primo istante, il timore di scatenare qualcosa di incontrollabile  invadeva lo spazio della propria essenza, frastornata poteva solamente controllare la qualità della propria presenza, di per sé importante ma facilmente confondibile a tutti coloro che guardano la superficie.

Tutta colpa del dettaglio, il dettaglio della sciarpa le aveva impresso quello sguardo, aveva lasciato uno spiraglio di sguardo che mostra, una frazione di secondo aveva creato il corso Dell evento. Sperava che l occhio altrui non notasse il cambiamento, forse era solo superficie. Invece sorpresa avviene l inaspettato essere vista nella propria invisibile presenza costante.

Consapevole che i secondi di incontri animici sono incontrollabili non poteva far altro che perdere il controllo. Dire sì. Fermare l istante Dell immagine e  permettere  di cogliere la propria  essenza. Aveva già deciso, visto sentito, sfiorato, ascoltato. Avrebbe accolto prima di tutto se stessa. Creando quello spazio così ampio da diventare contenitore ed essere se oltre che qualcos’altro.

Un attimo, un mese un giorno irrilevante.

Ferma nel grembo accoglieva se stessa prima di ogni cosa e diceva si, senza neanche accorgersi di cosa.

Mesi dopo pronta nello spazio di se, traboccava di accoglienza, pronta a riversare se stessa traboccante nell altro. Unendosi a se, avvolgendo la scintilla e permettendo lei di trasmutare circolando libera nello spazio del ventre accogliente di Madre Terra.

Ferma immagine costante di energia pulsante di un dettaglio superficialmente irrilevante.

 

 

 

 

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