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R-incontro

Un ulivo gigante, maestoso e imponente si trova alle mie spalle, io sono seduta ai suoi piedi e la mia schiena è appoggiata sul suo grande tronco, se alzo gli occhi posso vedere la luce del sole rosso filtrare tra le foglie e fare un immenso gioco di magia, Luna e la farfalla gialla sono accovacciate accanto a me, mi rendo immediatamente conto di essere sopra una scogliera, un masso piatto che fa da sporgenza e si affaccia sul mare ci saranno duecento metri di altezza e riesco a sentire l’odore salmastro, improvvisamente mi giro e sento il profumo di una persona così familiare, socchiudo gli occhi e cerco di fare spazio alla vista. Vedo i contorni, “sei proprio tu?” esce un filo di voce dalla mia gola, non mi accorgo nemmeno di aver pronunciato le parole, accade qualcosa per cui l’aria che entra dentro le mie corde vocali vibra e crea suoni a me sconosciuti.

Questa presenza si avvicina, mi accarezza i capelli e non ho più alcun dubbio, è lui, anche se non riesco a percepire in modo concreto la sua presenza, riesco a sentire la sua essenza.

Inizio a pensare di essere un po’ matta, ma in realtà non è una grande novità, oggi ho deciso di lasciarmi andare e vedere cosa accade.

Quante volte ho messo barriere lo so solo io, quante volte ho deciso di bloccare il flusso delle mie emozioni, forse essere grati vuol dire mollare il controllo, lasciare scivolare le emozioni fino in fondo e questa volta ho voglia di provarci.

Respiro profondamente e la potenza del mio albero maestro entra dentro di me, il sublime profumo salmastro mi accoglie e tu, anima che continui a cercarmi dopo molti anni hai uno spazio accanto a me, oggi non ti scaccio, oggi accolgo me stessa e anche te.

Quando mi dissero di fare spazio non ero in grado di comprendere, ci provavo ma solo oggi riesco a capire cosa voglia dire.

-Come mi hai raggiunta?

-So sempre dove sei!, la mia anima viaggia con te, attraverso lo spazio, per noi spazio e tempo non esistono, io sono con te!

Continuo ad essere stranita, ma piacevolmente sorpresa, ora sta a me decidere, vivere a metà l’esperienza o lasciarmi andare. La mente giudicante inizia a fare un soliloquio: “Emma, ti ricordi, qualche anno fa, proprio mentre eri all’inizio del tuo percorso hai deciso, messo un punto, mai più ti saresti fatta legare, chiunque sia con un altra sorella non può stare anche con te. A maggior ragione se tu nel frattempo sei andata avanti, ti sei sposata e ami sinceramente la persona che hai scelto come compagna di vita.”

Non posso far altro che fare un sospiro.

-Sospiri, quanti sospiri ho sentito uscire dal tuo corpo, sospiri e stai zitta, dimmi un po, a cosa stai pensando? -Quale vuoi che sia il mio pensiero -Io non riesco a capire mi hai portato fino qui, il tuo cuore mi ha fatto arrivare e ripeti lo stesso schema!

-Io non ti ho chiamato! Sei tu ad essere venuto!

-Ahahah! Emma, siamo allo stesso punto di dieci anni fa, non ci posso credere!

-Gio, ma che dici! Guardaci!

-Posso abbracciarti? O mi scacci!

-Abbracciami, oggi la mente la lascio andare via, sai che mi sono svegliata in un posto strano, pensavo di essere a casa tua, mi sembrava di essere tornata indietro a otto anni fa, quando non ero ancora sposata e ho deciso di dormire con te un ultima volta e poi ho intrapreso il mio cammino.

-É successo anche a me!

Non appena Gio, sfiora i miei capelli un brivido percorre la mia schiena, inizio a vibrare.

Il cuore batte a mille e un calore riscalda il mio essere, un liquido scalda il mio sesso, oggi è il giorno tanto atteso.

Ti guardo, riesco a sentire l’amore, quello che parte dal centro dell’anima e succede qualcosa, scendo all’interno della mia anima attraverso la tua.

Incrocio i tuoi occhi, tocco il tuo sguardo, e come per magia escono tutte le nostre lacrime mai piante, le urla mai espresse. Con gli occhi bagnati accarezzo il tuo viso e posso sentire le ferite profonde, il terrore di perderci ancora e il nostro odore.

Dentro di te sento il mio sguardo sicuro che riesce così a oltrepassare il velo della paura, vibriamo insieme, sentiamo così il nostro odore, l’odore del mare e la luce del sole che entra a nutrire la nostra unione.

Vibriamo insieme e facciamo l’amore sentendo il calore, maschile e femminile si uniscono e avviene così un matrimonio tra due polarità che spesso si combattono ma quando coesistono diventano l’essenza della vita stessa.

Sento che oggi diventerò madre, l’anima piena di luce di un essere ha deciso di scendere qui sulla terra e noi dobbiamo accoglierla con questo grande gesto d’amore.

La mente allora compare per un istante: “non dire nulla, anzi scappa, ti rendi conto che sei sposata? Lui è di una sorella, almeno non dirle che oggi il suo seme ha nutrito la vita di un anima che ha scelto di incarnarsi sulla terra!.”

-Grande respiro, Gio sono incinta

-Come? Quando, sul serio?

-Ora! Ora vedrai, non prima ma ora, ho potuto sentirlo

-Sei sempre la solita! Come ti chiamavo, ricordi?

-Mia dolce strega!, scoppio così in una fortissima risata.

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..Con-tatto-il sogno..

Il freddo, ancora modesto, entrava all’interno delle loro narici, due bambine avevano deciso di intraprendere un’avventura, dovevano trovare la poltrona del torrente, così pian piano iniziarono a cercarla, guardando ogni pietra iniziando  a domandarsi quale storia millenaria poteva raccontare..e chissà magari avrebbero potuto incontrare la poltrona del torrente, colei che sa, trattiene e trasmuta tutte le cose materiali e può far in modo di trovare con il tatto, il contatto con il sogno…

Che poi chi sa cos’è questo sogno, un immagine di fantasia, la storia di due bambine o perché no la nostra vita che viene sognata in ogni istante. Il contatto con il sogno di se, che deve essere trattato con estremo tatto.

MartulinaGas

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