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strega

intrecciando..

Davanti allo specchio passava la mano tra i capelli.
La sensazione di crespo tra l’indice e il pollice era così famigliare ma allo stesso tempo nuova.
Procedeva a dividere la folta chioma color ora in due, quanto erano lunghi i fili che partivano dalla testa, qualcuno li paragonava alla paglia, altri pensavano che assomigliassero ai fili che ogni angelo lancia alle persone protette. Lei continuava a pensare che infondo erano solo capelli, un grande Maestro, le aveva insegnato che i capelli rappresentano la forza di ogni donna, talvolta ci credeva, altre volte dubitava.
Nella mente scorrevano i pensieri, sembrava che un film si presentasse davanti allo specchio, oltre all’immagine di se stessa la pellicola muoveva immagini impermanenti, non tangibili quasi come e fossero granelli di sabbia che spinti dallo spirito del vento creano immagini per poi disgregarsi e creare qualcosa di nuovo.
I capelli in fondo rappresentavano ogni aspetto di se stessa, ribelle, creatrice, crespa alla vista ma morbida al contatto, facile da acconciare così come da annodare e le trecce che era solita creare con i suoi capelli rappresentavano il tentativo maldestro di rendersi mansueta, stabile e ordinaria. Erano due, così come il mondo interno dilaniato dalla natura paradossale del suo essere: concreta, terrena, spirituale, egoisticamente altruista e dannatamente complicata e terribilmente cocciuta.
Le due trecce poi si univano al centro della nuca come per tentare l’unione di ogni aspetto di se, paradossalmente unico.
Un filo color argento iniziava a prendere posto tra le sue dita, il primo filo d’argento, simbolo forse della ricerca dell’equilibrio.
Forse, il Maestro aveva davvero ragione.

MartulinaGas

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Masca Nebiassa… (archetipi e tradizioni piemontesi)

Masca Nebiassa, ho letto di lei solo ieri, andando a cercare nella cultura polare italiana, anzi al momento Piemontese quali archetipi siano presenti per rappresentare le nostre tipologie di donne, quelle presenti in ognuno di noi..ed ecco il primo indizio, Masca Nebiassa, come ben si può immaginare, si tratta della signora della nebbia, la nebbia in piemonte, sopratutto nell’inverno può avere due valenze, far perdere la strada, perdere l’orientamento, qualcun diceva: che questa masca girava di notte con un pezza di corda pronta a strangolare chi lontano da casa si fa trovare,  fa in modo che il viaggiatore ignaro incastrato nel sentiero resta fermo e senza velo…

ed ecco un po’…quando si festeggia il suo Sabba?  31 ottobre, festa in cui con una fiaccolata si portano le tenebre, talvolta bianche alla luce..vi ricorda qualcosa…a me si molto…

Mi domando se così la nostra Nebiassa…serva per ritirarsi all’interno di se stessi, nel periodo in cui la natura stessa si riposa e siamo a Mezzo Inverno… (col solstizio di dicembre..come ben sappiamo la luce inizia a crescere e a breve la nostra candelora..sarà pronta per seminare nuovamente dopo l’aratura invernale..)

Nebiassa tanto temuta, anche da me, aimhè, quando non vedo direzione non posso far altro che guardare dentro di me e, aimhè, sempre quel vedo non piace neanche a me… ti accolgo e ti scongiuro..mostrami il mio lato più duro così da poterci lavorare.. e poter nuovamente piantare..

 

Direi che il primo archetipo della strega.. l ho trovato nei racconti delle nostre Masche..

con l’augurio di andare avanti..  🙂

MartulinaGas.

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